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Aggiornato al 25 Marzo 2014 - Ho raccolto la rubrica BIBBIA: DOMANDE E RISPOSTE presente su jw.org in un unico file epub per utilizzarla con supporti elettronici in assenza di connessione internet.
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Il nostro Dio Geova, è un Dio tremendo!

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INTERESSANTE PASSAGGIO DI UN DISCORSO PRONUNCIATO DA UN ANZIANO DI BROOKLYN

Geova chiese a Mosè di condurre il popolo d'Israele nel deserto. Ma come avrebbe fatto Mosè a sostenerli fisicamente?
Sfamare un esercito di 2 - 3 milioni di persone avrebbe richiesto un innumerevole quantità di cibo.
In base a quanto riferito dal "Quartermaster General in the Army", Mosè avrebbe dovuto procurare circa 1.500 tonnellate di cibo ogni giorno.
Provate ad immaginare questo: se un ristorante dovesse ordinare per solo un giorno tutto quel cibo, avrebbe bisogno di due treni merci, lunghi ognuno più di 1,6 km.
Dovevano procurarsi anche la legna per cucinare il cibo nel deserto.
Questo avrebbe richiesto circa 4.000 tonnellate di legno: l'equivalente di 2 treni merci lunghi più di 1,6 km. E questo solo per un giorno.
Ricordiamo che fecero un vagarono nel deserto per 40 anni!
E che dire della quantità d'acqua di cui avevano bisogno? Si stima che se solo avessero avuto sufficiente acqua da bere e per lavare qualche piatto, ci sarebbe stato bisogno di quasi 48.500.000 litri: l'equivalente di un treno con vagoni-cisterna della lunghezza di quasi 2,9 km e questo per il trasporto dell'acqua di un solo giorno!
... Quindi, Geova è in grado di aiutarvi a superare i vostri problemi?
Pensate che prima di lasciare l'Egitto, Mosè avesse ben in mente le risposte a come avrebbe affrontato tutti i problemi a cui stava andando incontro insieme agli israeliti nel deserto? Non credo proprio! Mosè credeva in Geova Dio. E Geova si prese cura di loro.

Così, quando lungo la strada che stiamo percorrendo troviamo ostacoli che ci sembrano troppo difficili da superare, mettiamo Geova al primo posto della nostra vita, facendo ciò che richiede da noi, al meglio delle nostre capacità.
Studiamo la sua Parola, viviamo in armonia con le sue giuste norme e incoraggiamo anche altri a fare lo stesso, cioè a conoscerLo personalmente.

I problemi che ci si presenteranno davanti, possono sembrare grandi come lo furono quelli degli israeliti nel deserto. Proprio come Mosè, anche noi non possiamo affrontarli e risolverli: solo grazie a Geova riusciremo.
Ricordate: il nostro Dio Geova, è un Dio tremendo!

Fonte: ricevuta via email

 

Le Iene intervistano la presidente Cesap

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E' in atto una campagnia diffamatoria da parte di taluni ex cristiani, nostri fratelli di un tempo. Addirittura assisteremo ad una puntata specifica da parte delle iene in questi giorni, che attraverso "testimonianze" di ex fratelli, disassociati e fuoriusciti, denigreranno e criticheranno i propri compagni, dicendo apertamente che i testimoni di Geova usano ostracismo per i disassociati. 
Sappiamo che è per loro una necessità primaria, quello di 'giustificare' se stessi di aver rinnegato la propria fede e contrapporsi a ciò che indica la bibbia. 
Infine sicuramente la tendenza a "colorire" le esperienze personali negative saranno messe su un piatto d'argento a chi segue il programma su mediaset.
Chiediamoci, però, i fuorisciuti meritano credito, se esternano il loro profondo distacco da quello che erano gli stessi insegnamenti che abbracciavano un tempo?

Testimoni di Geova ci si diventa, non nasciamo tali, ne tantomeno qualcuno ci impone obbligatoriamente di diventarlo! E' una scelta libera, piena di consapevolezza che ognuno di noi abbraccia, condividendone i valori, i precetti e anche le leggi e i principi esposti nella bibbia.
Su questa idea, tutti noi (sopratutto i genitori) non sceglie di battezzare i propri figli neonati o in tenerissima età, perchè è una SCELTA diventare cristiano testimone di Geova.

Tutti noi sappiamo benissimo cosa dice la bibbia circa fornicazione, adulterio, avidità, estorsione, furto, menzogna, ubriachezza, linguaggio oltraggioso, spiritismo, omicidio, idolatria, apostasia e il causare divisioni nella congregazione. 
Per inciso chi commette questi peccati (se pur gravi) non viene automaticamente disassociato.(cfr. 1 Corinti 5:9-13; Tito 3:10,11; Apocalisse o Rivelazione 21:8).

Prima della disassociazione o scomunica (che esiste anche nelle altre religioni come il cattolicesimo, colui che commette peccati gravi, deve essere aiutato e/o ammonito prima che sia preso contro di lui questo provvedimento. Bisogna tenere presente inoltre, che il provvedimento della disassociazione, ha sempre come obiettivo finale il recupero spirituale della persona come è esposto nella seconda lettera ai Corinti (cfr. 2 Corinti 2:5-11).

La scomunica o la disassociazione nella bibbia è la disciplina nella chiesa primitiva segue il modello israelita. Si confrontino, ad esempio, il triplice ammonimento rivolto a un fratello nella Chiesa che trasgredisce gravemente le sue regole, in Matteo 18,15-17 e che si conforma alle pratiche del Giudaismo.
L'origine della scomunica in termini cristiani è normalmente ricondotta al detto di Gesù sul "legare e sciogliere" in Matteo 16,19 (rivolto a Pietro) e Matteo 18,18 (ai discepoli, cfr. Giovanni 20,23.
"Io ti darò le chiavi del Regno dei Cieli; tutto ciò che legherai in Terra sarà legato nei Cieli, e tutto ciò che scioglierai in Terra sarà sciolto nei Cieli" (Matteo 16,19.
"Io vi dico in verità che tutte le cose che legherete sulla Terra, saranno legate nel Cielo; e tutte le cose che scioglierete sulla Terra, saranno sciolte nel Cielo" Matteo 18,18.
"A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti" (Giovanni 20,23).
Se questa legislazione fosse rilevante oppure meno nel tempo in cui scrivono gli apostoli, non c'è alcuna ragione (come alcuni affermano[senza fonte]) di considerarla un'invenzione post-pasquale. L'Apostolo Paolo prevede dei livelli di sanzioni disciplinari verso membri della Chiesa che hanno commesso gravi infrazioni, varianti da privazioni a livello sociale a piena esclusione dalla comunità.
"E se qualcuno non ubbidisce a ciò che diciamo in questa lettera, notatelo, e non abbiate relazione con lui, affinché si vergogni" (2 Tessalonicesi 3,14 e ss.)
"Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi" (1 Corinzi 5,13).
"Or se qualcuno è stato causa di tristezza, egli ha rattristato non tanto me quanto, in qualche misura, per non esagerare, tutti voi. Basta a quel tale la punizione inflittagli dalla maggioranza; quindi ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e confortarlo, perché non abbia a rimanere oppresso da troppa tristezza. Perciò vi esorto a confermargli il vostro amore; poiché anche per questo vi ho scritto: per vedere alla prova se siete ubbidienti in ogni cosa. A chi voi perdonate qualcosa, perdono anch'io; perché anch'io quello che ho perdonato, se ho perdonato qualcosa, l'ho fatto per amor vostro, davanti a Cristo, affinché non siamo raggirati da satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni" (2Co 2,5-11).
La punizione, in questo caso, era responsabilità dell'intera assemblea dei cristiani: "Nel nome del Signore Gesù, essendo insieme riuniti voi e lo spirito mio, con l'autorità del Signore nostro Gesù" (1 Corinzi 5,4) e intesa per il bene sia del trasgressore che della Chiesa (1 Corinzi 5,5-7; cfr. 1 Timoteo 1,19). Con la crescita della Chiesa, sorge gradualmente il problema di chi abbia l'autorità di scomunicare (Cfr. 3G 9).
Nella Chiesa primitiva, la scomunica in quanto tale ("...ho deciso che quel tale sia consegnato a Satana" (1 Corinzi 5,5) implicava l'isolamento completo dai fedeli.

Dopo questa premessa, e aver allargato il punto, vi chiediamo si aspettarvi un ulteriore attacco, (ingiustificato per il nostro modo di pensare) giusto per coloro che sconoscono Dio e le sue leggi. Vi lasciamo con un pensiero bibblico: Proverbi 19:3 È la stoltezza dell’uomo terreno che torce la sua via, e così il suo cuore diviene furente contro Geova stesso.

Uriel il Cheatita

   

Camera dei Deputati e Cappellani Militari

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Studio Torre di Guardia

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